Il plasma freddo
Superfici pulite,
superfici pronte
Pulizia di precisione e attivazione superficiale:
come funziona, cosa si misura, dove si applica.
NOTA APPLICATIVA NA-01
PERCHÉ LEGGERE QUESTA NOTA
Pulito non basta
Ogni superficie porta con sé la propria storia. Un foglio di rame conserva il velo d’olio della lavorazione, una protesi i residui del processo produttivo, un paraurti in polipropilene la sua natura ostinatamente idrofoba. A occhio nudo sono pulite. Per una colla, una vernice o un rivestimento non lo sono affatto.
È qui che nascono i difetti più insidiosi: vernici che si sollevano, incollaggi che cedono, rivestimenti che non coprono, colori che virano. La causa è quasi sempre invisibile: pochi nanometri di contaminante, oppure una superficie chimicamente “chiusa”, che rifiuta di farsi bagnare.
Il plasma freddo risolve entrambi i problemi con un solo processo, a bassa temperatura e senza solventi. Rimuove ciò che non si vede e prepara la superficie a ricevere ciò che verrà dopo.
In questa nota trovate cos’è il plasma, come agisce, come se ne misura l’ effetto e i risultati ottenuti nel nostro laboratorio su metalli, polimeri e dispositivi medicali.
Due effetti, una sola tecnologia.
Pulizia: il plasma agisce chimicamente sui contaminanti organici, il cui carbonio diventa gas, e la pompa da vuoto li porta via.
Attivazione: il plasma modifica la chimica degli strati più esterni del materiale e crea gruppi polari che ne aumentano la bagnabilità e l’adesione, senza alterarne le proprietà interne.
Scarica la Nota Applicativa completa in PDF, per conoscere:
- Due nemici dell’adesione
- Il quarto stato della materia
- Il gas giusto per ogni superficie
- Vedere l’invisibile
- Prova 1. Un foglio di rame con contaminazioni di olio
- Prova 2. Una protesi ortopedica
- Prova 3. Il polipropilene impara a bagnarsi
- Prova 4. Un cappuccio in LDPE che non si stacca più
- E molto altro


